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Florence prima del mito

Florence prima del mito. Come ha contribuito al mondo infermieristico

Ogni volta che nominiamo Florence Nightingale nella nostra mente appare un'immagine di lei, da giovane in una foto in posa con cuffietta mesta e sguardo dolce oppure da anziana sorridente, ove maternamente è circondata dalle sue allieve a Londra. Immagini iconiche che l’hanno fatta passare alla storia come un simbolo di bontà e di angelica dedizione, ma Florence odiava essere immagine pubblica. 

La Nightingale si è sempre rifiutata di essere fotografata e le poche raffigurazioni che abbiamo sono spesso frutto di insistenze e di richieste da parte di istituti o di organizzazioni che portavano il suo nome. Questa scelta appare interessante in un periodo storico come il nostro ove si considera la rappresentazione di sé come essenziale se non vitale, ma per lei era indispensabile che non fosse la sua leggenda a sopravvivere, ma la professione per cui aveva combattuto.

Florence, prima del mito, è stata un’adolescente come noi, magari più ricca, almeno di me, ma con la voglia di andare a teatro e di spiare i vestiti delle altre. Negli scritti di ventenne, le sue aspirazioni di giovane donna vittoriana, piano piano lasciano il passo alla nascita della consapevolezza di essere differente, di desiderare qualcosa di ineguale, fino alla rivoluzionaria partenza per la Crimea, evento che le cambierà la vita sia fisicamente che mentalmente e che, in fondo, ha cambiato anche la nostra vita, almeno quella professionale. Perché se a Scutari non ci fossi andata, possiamo solo volare con la fantasia inventandoci un’alternativa storica e assolutamente inverosimile su ciò che probabilmente Florence Nightingale avrebbe fatto se non avesse accompagnato ed assistito i soldati inglesi, ma soprattutto cosa l'infermieristica avrebbe perso se non avesse avuto il suo rivoluzionario contributo.

Prima del mito è stata una combattente che, non dimentichiamoci, ha dovuto affrontare grandi resistenze per perseguire i suoi intenti, prima di tutto contro la sua stessa famiglia. La madre Fanny e la sorella Parthenope, donne del loro periodo, non sempre l'hanno capita ma a lungo andare hanno con lei condiviso paure e successi e nel tempo l’hanno sostenuta ed aiutata nel realizzare i suoi sogni per la professione infermieristica.

Prima del mito è stata un’infermiera che, con dedizione e costanza, ha studiato, ha lavorato al letto del malato, si è lamentata della fatica e in alcuni momenti scoraggiata, ha trascurato la propria famiglia, ha combattuto per avere un riconoscimento, ma che sempre, per tutta la sua vita ha amato questo incredibile lavoro. 

In fondo una di noi, che tutti i giorni siamo in prima linea, che in alcuni momenti vorremmo fare tutt’altro, ma che ci basta un timido grazie da un paziente per capire che siamo e resteremo orgogliosi della nostra scelta professionale.

Insomma un essere umano come tutti, al di fuori degli stereotipi e delle convenzioni, Florence Nightingale era molto più di una signora con una lampada. 

La leggenda della santa infermiera ha a lungo oscurato la verità: lei era una donna forte, determinata e spesso anche impopolare. La sua ambizione l'ha portata nel mondo infernale della guerra di Crimea e, di conseguenza, in un viaggio che l'avrebbe trasformata in una icona vittoriana per i posteri, ma che fu fabbricata a tavolino per scopi politici. Il suo genio matematico è stato quello che ha salvato davvero tante vite e non le azioni sul campo. Donna profondamente credente, la cui vocazione assistenziale è da lei sempre indicata come una chiamata divina, ma anche capace di superare le convenzioni sia religiose che di genere. Persona autoritaria e poco incline all'empatia e alla tolleranza. In una lettera trovata a casa di un soldato inglese, dove Florence viene descritta, nulla troviamo della carità e delle amorevoli cure che ci saremmo aspettati, cita: “Solo un uomo coraggioso osa insultarla. Non darei un centesimo per il suo futuro”.

Un personaggio storico tra i più biografati al mondo e sul quale è davvero arduo pensare di poter dire qualcosa di nuovo e di esaustivo, in questi anni vive di un revisionismo storico negativo da parte della comunità scientifica che, dati alla mano, sta mettendo in dubbio la sua natura di fondatrice della moderna professione infermieristica. Nonostante tutto, per me, studiare Florence Nightingale e parlare di lei, al di là del mito, è e sarà una fonte d’ispirazione, un esempio stimolante e di successo per aiutarmi tutti i giorni a superare ogni difficoltà e a credere che, in fondo, i sogni possono realizzarsi. 

 

Dott.ssa Anna La Torre